La nostra storia

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L’alunno, in generale ricorda con orrore il collegio dove rinchiuse gli anni migliori della sua adolescenza. Ma l’allievo salesiano rivede sempre con piacere quel luogo dove nei superiori trovò santi fratelli che educarono allegramente la sua fanciullezza e ci ritorna con allegria infantile tutte le volte che può. Sono scene di tutti i giorni quelle di padri di famiglia che, accompagnando il figliuolo al collegio salesiano, dove essi pure tanti anni prima furono alunni, additano ancora il posto in cappella, in istudio, in refettorio ecc. occupato da loro e ricordano con vera soddisfazione il direttore, il professore, lo assistente … persino il cuoco e il cantiniere: e sono ricordi teneri e riconoscenti. 

Supplemento al n° 45 de La Sardegna Cattolica del 10-17 Novembre 1929

 

L’origine ancestrale degli exallievi viene tradizionalmente fatta risalire all’iniziativa di un gruppo di allievi dell’oratorio di Valdocco i quali, guidati da Carlo Gastini, recarono visita a Don Bosco e gli regalarono un umile servizio da caffé. Grande e vasta fu l’opera del santo Piemontese, ma nella sua mente non vi fu la costituzione di una associazione di antichi allievi, fu merito di Don Rinaldi quello di aver compreso il germogliare di un frutto inaspettato, quello del movimento degli antichi allievi.

A Cagliari, l’Istituto apre ufficialmente le attività nel 1913  e sin dal …. operava la casa di Lanusei, accolsero innumerevoli giovani, ma solo nel 1928 si hanno le notizie sulla prima riunione organizzata, su una spinta propulsiva dei Salesiani, di un’associazione Cagliaritana che unisca gli allievi ormai divenuti liberi cittadini. L’istituzione formale si legge nella Cronaca della Casa del 6 Maggio 1928:

 Alle ore 10:30 prima riunione per costituire il Consiglio di presidenza degli Antichi Allievi, …omissis … Si dichiara costituita l’Unione di Cagliari e si viene all’elezione della Presidenza. Su proposta del Direttore,  si confermano i membri della Presidenza provvisoria, aggiundosi Carboni Enrico come segretario. La presidenza resta quindi così costituita: 

Pres.  C.te Ignazio dott. Serra, cameriere di cappa e spada di S.S.

Segretario: Nob. prod. Enrico Carboni

Membri: C.te Dott. E. De Magistris, Cav. Dott. P. Contu, sost. Proc. del Re, Cav. cap. Andrea Prevost, mutilato di guerra, Sac Dott. Agostino Saba, pres. Liceo scient. di Iglesias

Prodiga di dettagli, la recensione sulla Sardegna Cattolica dei giorni seguenti, enumera gli ospiti, descrive minuziosamente i mestieri dei convenuti ed i programmi futuri, tra i quali si fa menzione speciale sulle attività per i festeggiamenti di Maria Ausiliatrice.

Negli anni seguiranno i convegni annuali, in quello del 1932 si vide rinnovare il consiglio, confermando il C.te Serra come presidente con una novità: il primo incarico ad un consigliere preposto agli universitari (Antonio Cabitza). In quegli anni don Severino Anedda, dedica le sue energie agli albori del movimento, scrive un exallievo in occasione della morte: “ Tra  noi exallievi profondeva tesori di tenerezza e di affetto accogliendoci sempre con commovente e festosa amabilità. La sua figura fragile, quasi diafana, ispirava in tutti noi grande rispetto e venerazione”.

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